lunedì 26 settembre 2011

Reparto psicologia

del Disagiato

Francesco Alberoni non scriverà più per il Corriere della Sera. “È scaduto il mio contratto e questo è il mio ultimo articolo”, ha scritto oggi. Questo significherà che d’ora in poi, forse, si concentrerà su altro e forse questo altro saranno i libri, che io dovrò togliere da una scatola e che dovrò sistemare nel reparto psicologia. Già, la psicologia. Perché Alberoni è uno psicologo, vero? Non proprio. Francesco Alberoni è un sociologo e spesso i sociologi come lui scrivono pamphlet e cioè quei libri in cui si parla di tutto e liberamente, senza badare a un perimetro letterario, senza stare su binari precisi. È difficile costruire pamphlet intelligenti perché si rischiano di dire molte sciocchezze, di parlare a vanvera, di andare, appunto, fuori dai binari. E Alberoni è uno così, che va senza guinzaglio. E allora noi lo mettiamo nel reparto psicologia. Perché in fondo lui parla di amore, di amicizia e di sofferenza. Ce lo dice anche lui oggi, sul Corriere, nel suo ultimo articolo:
Ho analizzato la vita quotidiana, ciò che succede alla gente comune, nelle case, nelle imprese, negli uffici, nel cuore e nella mente degli uomini. Ho scritto ciò che studiavo come psicologo e come sociologo: l’animo umano con le sue passioni, i suoi vizi, le sue virtù, le sue speranze e i suoi timori. Ho parlato dell’amore, dell’erotismo, della gelosia, della fedeltà e dell’infedeltà. Ho parlato dell’amicizia, della lealtà e del tradimento. Ho parlato dei capi, dei creatori, degli imprenditori, ma anche dei distruttori, dei prepotenti e dei vanitosi. Ho parlato del lavoro, della scuola, dell’insegnare, dell’apprendere. Ho parlato della catastrofe e dello sconforto, della forza morale, dell’ottimismo e della speranza. 

Parla di molte cose, Alberoni. E allora noi commessi, i suoi libri Bur, li mettiamo nel reparto psicologia, accanto a Freud, a Jung e a Fromm e quando un cliente cerca un libro che possa dargli una dritta, un "come si fa", ecco che compra Alberoni. Le prime cinque pagine dell’ultimo libro di Alberoni (è uscito due settimane fa circa) ci dicono che noi siamo fatti di superficie e profondità e che la profondità è più difficile da raggiungere della superficie. Ecco, parla di cose così, Alberoni, di superficie e di profondità, di amici e nemici, di odio e amore, di pubblico e privato, dei costruttori e dei distruttori, del pessimismo e dell’ottimismo.

Lo so che la psicologia e la psicoanalisi sono scienze non esatte (confermate?) e che presto spariranno e verranno sostituite da chissà cos'altro, però ogni volta che metto un libro di Alberoni nel reparto psicologia mi sento in difetto, come se avessi rigato la macchina a qualcuno. Potrei sempre metterli in un altro reparto, i suoi libri. Sì, ma dove? Di cosa parla esattamente Francesco Alberoni? Dove vuole andare a parare? Non lo so. Proprio non lo so.

19 commenti:

  1. Guarda la combinazione. L'altro giorno ho sfogliato il suo libro e ho rinunciato all'acquisto.

    Però.

    Anni fa avevo seguito un suo programma alla TV. Riassumendo, l'argomento era:

    "Le persone che fanno bene una cosa sono convinte che sia sufficiente a farsi perdonare le mancanze in tutti gli altri campi"

    La cosa mi impressionò perché secondo me si poteva applicare questo ragionamento pari pari a mio padre.

    RispondiElimina
  2. si preannuncia una staffetta con Morelli?
    emozionante
    variabile

    RispondiElimina
  3. Fossi stato io al Corriere, non ci sarebbe mai stato nessun contratto. Bella l'immagine della macchina rigata. Calza.

    Uqbal

    RispondiElimina
  4. @Variabile
    Nel post volevo citare anche Morelli ma poi significava mettere troppa carne al fuoco.

    RispondiElimina
  5. @Uqbal
    Che poi il vero problema di Alberoni non è il fatto che gli è scaduto il contratto ma semmai che non glielo rinnovano.

    RispondiElimina
  6. Ma magari non glielo rinnovano, disagiato! Io a scuola mi faccio un mazzo così per andare oltre le banalità, poi arriva un Alberoni qualsiasi e anche Moccia diventa credibile, a quel punto...

    Uqbal

    RispondiElimina
  7. E un reparto 'trash' in libreria non sarebbe ammissibile?

    RispondiElimina
  8. ... accanto ai libri di Roberto Re?

    RispondiElimina
  9. Quelli di Roberto Re li mettiamo, magari erroneamente, nel settore Marketing. Alberoni è qualcosa di diverso (e Re più psicologo, hai ragione).

    RispondiElimina
  10. reparto vicino al WC non c'è?

    RispondiElimina
  11. Uhm. Potreste aprire il reparto 'letture da bagno'. (meno male che Freud è morto, perché trovarsi vicino ad Alberoni lo avrebbe spedito in analisi...)

    RispondiElimina
  12. Reparto "fingiamo che..."?
    Con un libro di Alberoni fingendo che sia psicologia, un libro di Vespa fingendo che sia un trattato politico, un disco dei Green Day fingendo che sia punk-rock...

    RispondiElimina
  13. E' almeno la quarta volta che Alberoni annuncia il suo "ultimo articolo" per il Corriere nazionale. Che dire? Speriamo sia quella buona...

    RispondiElimina
  14. @Randolph
    Reparto "fingiamo che" è splendido ;)

    RispondiElimina
  15. Tutti criticano, ma tutti in questi anni hanno letto ogni lunedi le banalita e ovvieta' che scriveva Alberoni,per tanti è stata crescita e per alcuni è stata conferma, per altri spazzatura ma solo perchè colpiti nel segno....Grazie Alberoni per averci distratto dalle disttruzioni cuotidiane

    RispondiElimina
  16. godibile chiosa
    variabile

    RispondiElimina

(Con educazione, se potete. E meglio ancora se con un nickname a vostra scelta, se non vi dispiace, visto che la dicitura Anonimo è brutta assai. Qualora a nostro parere doveste esagerare, desolati, ma saremmo costretti a cancellare. Senza rancore, naturalmente.)